Il caso

Sette dimissioni nel palio: crisi nel consiglio

Un colpo di scena segna la fine della carica di sette consiglieri, fra cui il presidente Guzzetti; si preparano nuove elezioni.

Sette dimissioni nel palio: crisi nel consiglio

Un’improvvisa svolta scuote il Consiglio de «I colori di Gerenzano», l’associazione responsabile dell’organizzazione del palio. Settembre consiglieri, compreso il presidente Eleonora Guzzetti, hanno rassegnato le dimissioni, portando così allo scioglimento del Consiglio e all’indizione di nuove elezioni. I dimissionari comprendono anche Roberta Angaroni, Antonella Angaroni, Giulia Bombelli, Lucia Lauterio, Simone Vanzulli e Matteo Taverna. Resteranno invece in carica Lisa Molteni, Ivan Mesiti e Antonio Toto.

Il commento di Molteni sulla crisi

Lisa Molteni è stata la prima a esprimere il suo parere sulla situazione: «Quando la maggioranza di un direttivo decide di fare un passo indietro, è chiaro che il problema non risiede in chi chiede confronto e trasparenza, ma in chi non è disposto a garantirli. La decisione di dimettersi è stata presa dopo un incontro ristretto, escludendo i tre consiglieri non dimissionari. Da quando sono stata eletta, ho scelto di lavorare in silenzio, impegnandomi nelle attività e mettendomi a disposizione. Nonostante le critiche esterne, ho ritenuto che il rispetto per l’associazione e la tradizione fosse prioritario». Inoltre, ha aggiunto: «Le difficoltà sono emerse già dalla prima riunione pubblica convocata per organizzare i gruppi di lavoro, in cui l’ex presidente ha mostrato un atteggiamento poco consono al suo ruolo, alimentando un clima di tensione in un momento che avrebbe dovuto essere di collaborazione».

Criticità evidenziate

Molteni ha sollevato ulteriori questioni: «Sono stati richiesti punti all’ordine del giorno riguardanti aspetti amministrativi, organizzativi e comunicativi, richieste legittime per garantire trasparenza e rendicontazione. È difficile comprendere perché l’accesso ad alcuni dati fosse limitato a pochi. Lo statuto dell’associazione è chiaro: la documentazione deve essere accessibile al direttivo, inclusi libri dei soci e registri contabili. Ciò è fondamentale per assicurare la trasparenza, soprattutto in un’associazione che ha preso impegni significativi, anche economici, come l’ingresso nel terzo settore e il rinvio del palio a settembre, decisioni che comportano responsabilità e risorse». In merito alle dimissioni, ha concluso: «La risposta ricevuta non è stata un confronto, ma la rinuncia della maggioranza del direttivo. Il palio non è proprietà di qualcuno; rappresenta il lavoro e i sacrifici dei contradaioli. Era evidente che non ci fossero più le condizioni per continuare in modo serio e condiviso». Ha infine sottolineato: «Il palio appartiene alla comunità, ai rioni e a chi ha dedicato tempo e passione per mantenerlo vivo. È positivo vedere la comunità cercare di unirsi per preservare questa tradizione. Un ringraziamento va alla parrocchia e al Comune, in particolare a Pierangelo Borghi, Stefania Castagnoli e Monica Mariotti, per la loro disponibilità e attenzione verso la comunità».