Omaggio a Dario Fo a Varese

Celebrazioni per Dario Fo a Varese nel centenario della sua nascita

L'Università degli Studi dell'Insubria contribuisce a onorare la figura del Nobel attraverso eventi culturali e didattici

Celebrazioni per Dario Fo a Varese nel centenario della sua nascita

Anche Varese celebra Dario Fo in occasione del centenario dalla sua nascita, avvenuta a Sangiano il 24 marzo 1926, e del decennale della sua scomparsa, il 13 ottobre 2016 a Milano.

Un artista che ha segnato la cultura italiana

La vita di Dario Fo ha lasciato un’impronta indelebile nella storia culturale e civile italiana. Il suo impegno nel teatro, che gli valse il Premio Nobel per la letteratura nel 1997, si è affiancato alla musica, alla pittura, la sua prima vocazione, e alla lotta per i diritti civili, sempre condivisa con Franca Rame, sua compagna di vita e di lavoro.

Il calendario delle celebrazioni, promosso dalla Fondazione Fo Rame, prevede momenti significativi organizzati dal Comune di Varese e dall’Università degli Studi dell’Insubria. In programma anche un contributo del Festival Tra Sacro e Sacro Monte, con iniziative che evidenziano il legame tra i due artisti e il territorio, che ha sempre caratterizzato le loro tournée. A Luino, dal marzo 2025, un teatro porterà il loro nome.

Un evento memorabile si è svolto il 17 giugno 2015, quando Dario Fo fu accolto nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria per presentare il libro «Un uomo bruciato vivo. Storia di Ion Cazacu», scritto insieme a Florina Cazacu, figlia della vittima. L’incontro, organizzato dal professor Gianmarco Gaspari con Sabatino Annechiarico, Giulio Facchetti e Alessandra Vicentini, ha visto Fo commuoversi ricordando la sua Franca, che studiò all’ex collegio Sant’Ambrogio, dove talvolta si addormentava durante le lezioni per le notti trascorse a recitare.

Una storia che racconta il lavoro

L’operaio romeno Ion Cazacu fu tragicamente ucciso nel 2000 a Gallarate dal suo datore di lavoro. All’apice di una lite, venne cosparso di benzina e dato alle fiamme, morendo dopo una settimana di agonia. Il Comune di Varese intende partire da questa storia nella narrazione di Dario Fo per il centenario. È in fase di progettazione una mostra di opere pittoriche che rifletterà sul mondo del lavoro e sui diritti negati, a cura dell’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, e prevista per l’autunno presso i Musei Civici di Villa Mirabello.

«Vogliamo ricordare Dario Fo a partire da uno dei temi che hanno caratterizzato la sua opera: il lavoro e la dignità delle persone», ha commentato l’assessore Enzo Laforgia. «La mostra a Villa Mirabello sarà un’occasione per rivedere il suo sguardo artistico e civile, ancora di grande attualità».

L’Università degli Studi dell’Insubria partecipa attivamente alle celebrazioni, integrando didattica, ricerca e valorizzazione culturale. Due corsi della cattedra di Letteratura italiana, tenuti da Elena Valentina Maiolini, saranno dedicati allo studio dell’opera di Dario Fo: Linee di letteratura italiana del Novecento e Didattica della letteratura italiana. L’intento è di promuovere progetti di tesi di laurea su Dario Fo per i corsi di Scienze della comunicazione e Linguaggi e competenze per la formazione, con opportunità di studio e collaborazione con la Fondazione Fo Rame. Inoltre, negli spazi dell’Ateneo, si terrà in autunno uno spettacolo di Dario Fo, curato dall’attrice Marina De Juli, originaria della provincia di Varese e parte della compagnia Fo Rame.

«Portare Dario Fo dentro la didattica universitaria significa restituirlo alle nuove generazioni nella sua complessità», ha osservato Paola Biavaschi, direttrice del Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio. «La sua opera continua a interrogare il presente e offre strumenti preziosi per una lettura critica della realtà».

Il legame con San Francesco

Un’attenzione particolare sarà dedicata all’«affabulazione» su San Francesco, portata in scena da Fo nel 1997 con un’interpretazione controversa. Elena Valentina Maiolini studierà il testo, utilizzando materiali preparatori come appunti manoscritti e copioni, un lavoro che assume un valore speciale in un anno importante, coincidente con l’ottavo centenario della morte del Frate d’Assisi (1226-2026).

«Lu santo jullare Francesco» sarà rappresentato a luglio da Mario Pirovano, uno dei principali interpreti del teatro di Fo, nella quattordicesima cappella del Sacro Monte, nell’ambito del Festival Tra Sacro e Sacro Monte diretto da Andrea Chiodi.

«Per la nostra famiglia, Varese è un luogo significativo, legato a ricordi profondi e alla storia di Franca», ha sottolineato Mattea Fo, nipote della coppia Nobel e presidente della Fondazione Fo Rame. «È importante che da qui partano iniziative capaci di coniugare memoria, arte e impegno civile».