Prosegue la protesta dei dipendenti della Electrolux di Solaro, che nella mattinata di oggi, martedì 12 maggio, hanno messo in atto un presidio davanti ai cancelli della multinazionale produttrice di elettrodomestici.
Sciopero dei lavoratori
Sin dalle 8.30 di questa mattina, i lavoratori hanno incrociato le braccia in risposta all’annuncio del piano di ristrutturazione dell’azienda, che prevede 1.700 esuberi in Italia.
Tra i manifestanti, si è recata anche la sindaca Nilde Moretti, che ha voluto esprimere solidarietà ai dipendenti in sciopero:
“Questa mattina, insieme ad alcuni membri dell’amministrazione comunale, siamo stati presenti davanti al nostro stabilimento di Solaro. Bandiere di Fim, Fiom e Uilm sono state esposte davanti ai cancelli Electrolux per la protesta dei lavoratori dopo l’annuncio del piano di ristrutturazione della multinazionale svedese, che prevede 1.700 esuberi in Italia. Dalle 8.30, operai e impiegati si sono riuniti davanti alla portineria per un’assemblea in sciopero organizzata dalla Rsu. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato un tavolo sulla vertenza Electrolux per lunedì 25 maggio alle 15, a Palazzo Piacentini.”
Intervento del consigliere regionale
Il consigliere regionale di Forza Italia, Jacopo Dozio, ha espresso preoccupazione riguardo alla situazione della multinazionale svedese, mostrando vicinanza ai lavoratori e annunciando che chiederà un’audizione in Commissione Lavoro di Regione Lombardia con la società.
“L’annuncio di 1.700 licenziamenti negli stabilimenti di Electrolux, incluso quello di Solaro, è una vera doccia fredda e sono vicino ai lavoratori che oggi scioperano – ha dichiarato il consigliere Dozio – Non possiamo permettere che la multinazionale ridimensioni in questo modo il personale in Italia, perché ogni taglio coinvolge persone e famiglie in difficoltà. Per questo motivo, voglio vederci chiaro e richiederò un’audizione in Commissione Lavoro, di cui sono membro, per confrontarmi con la dirigenza della fabbrica di elettrodomestici e i sindacati.”