Inquinamento falde

Nord Milano, nuove misure per contrastare l’inquinamento delle falde acquifere

Oggi, martedì 19 maggio, l'Assessore Maione ha presentato le nuove normative in un convegno a Palazzo Lombardia

Nord Milano, nuove misure per contrastare l’inquinamento delle falde acquifere

La Regione Lombardia ha avviato un approccio integrato per la gestione dell’inquinamento delle acque sotterranee, passando da una logica ‘sito-specifica’ a una territoriale, con un ruolo rafforzato degli enti locali e un’analisi ambientale estesa.

Nord Milano: nuove misure per l’inquinamento delle falde

Questa è una delle novità introdotte a fine aprile dalla Regione, grazie all’aggiornamento delle normative per la gestione dell’inquinamento diffuso delle acque nel Nord Milano, in particolare per contaminazioni da solventi clorurati e cromo VI, legate a storiche attività umane.

Le nuove norme sono state presentate oggi, martedì 19 maggio, durante un convegno a Palazzo Lombardia, introdotto dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione.

Dal dibattito è emerso che Regione Lombardia è stata pioniera in Italia nella gestione di questa complessità, avviando nel 2012 un percorso in linea con il Codice dell’Ambiente. La recente delibera della Giunta regionale, proposta dall’assessore Maione in collaborazione con gli assessorati al Welfare e agli Enti locali, ha rappresentato un ulteriore passo avanti. I recenti monitoraggi hanno mostrato un miglioramento generale dei valori registrati.

Nuove regole e approccio territoriale

Il provvedimento identifica le aree di intervento per 23 Comuni tra la Città Metropolitana di Milano e le province di Monza e Brianza e Varese. Stabilisce i ‘valori di fondo antropico’ per alcune sostanze, valutando il rischio sanitario e definendo Concentrazioni di riferimento per la bonifica (Crb) di Pce (tetracloroetilene), Tcm (triclorometano) e cromo VI.

Questi valori sostituiscono le Concentrazioni Soglia di contaminazione (Csc) del decreto legislativo 152/2006, fornendo nuovi riferimenti per gli interventi di bonifica, mantenendo concentrazioni sempre sotto i limiti di potabilità delle acque.

“Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Maione – si conferma un modello nella gestione dell’inquinamento delle acque sotterranee. Con questo aggiornamento adottiamo un approccio moderno e rigoroso, basato su monitoraggio costante e collaborazione. Puntiamo a una visione integrata per affrontare sfide complesse, garantendo la salute pubblica e l’ambiente. La sostenibilità è essenziale, e il lavoro di squadra è fondamentale per ottenere risultati concreti.”

Strumenti e monitoraggio

I cambiamenti sulla gestione dell’inquinamento riguardano il monitoraggio periodico su una rete unica, procedure operative standardizzate e il ruolo centrale del Tavolo tecnico regionale, che coordina e condivide competenze e istanze locali.

L’intento è fornire agli Enti coinvolti strumenti scientifici per gestire efficacemente questi fenomeni, in un processo sinergico attento ai bisogni del territorio.

In questo ambito, è cruciale il ruolo di Arpa Lombardia, con la creazione di un centro di competenza sulle acque sotterranee, l’aggiornamento della banca dati idrochimica e il monitoraggio continuo delle sorgenti attive.

Collaborazioni e coordinamento

Un accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano ha svolto un ruolo chiave, permettendo approfondimenti avanzati sulla modellizzazione delle acque sotterranee, per simulare il comportamento e prevedere scenari di contaminazione.

Il Tavolo tecnico regionale riunisce diverse competenze per coordinare attività e condividere strategie, aggiornandosi ogni tre anni con la partecipazione di rappresentanti dei Comuni, Arpa, Ats e gestori del servizio idrico.

La Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia coordina le attività, con il coinvolgimento di altre direzioni a seconda delle esigenze. Anche soggetti pubblici e privati possono partecipare se necessario.

I territori coinvolti

I Comuni interessati includono: Città Metropolitana di Milano (Arese, Baranzate, Bollate, Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Milano, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Rho, Senago, Sesto San Giovanni), Provincia di Monza e Brianza (Brugherio, Monza, Muggiò, Nova Milanese) e Provincia di Varese (Caronno Pertusella, Origgio).

Il convegno rappresenta un evento di avvicinamento all’edizione 2026 del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile.