«Noi, gente del buon senso e facili al giudizio, siamo inclini a dare consigli persino al Signore. E quindi forse ci viene da suggerire a Gesù: ma perché non hai scelto uomini migliori, più intelligenti, più virtuosi, più adatti?». Così ha esordito l’omelia dell’Arcivescovo Mario Delpini durante la celebrazione eucaristica in Duomo, in occasione dell’ordinazione presbiterale di dodici seminaristi della Diocesi di Milano, insieme a un missionario del Pime.
Un messaggio di speranza
In un Duomo affollato di fedeli, l’Arcivescovo ha sottolineato che «Gesù invita a interpretare la nostra inadeguatezza non come un ostacolo alla missione, ma come una condizione favorevole per essere sempre discepoli, impegnati a servire l’incontro con Lui». Mons. Delpini ha evidenziato la crescente difficoltà di conoscere Dio, affermando che la missione dei nuovi sacerdoti è rivolta «a tutti coloro che si sentono smarriti, a chi cerca una direzione e un senso in un contesto complesso e minaccioso. Questi nostri fratelli, ha concluso, «sono inadeguati alla missione, come tutti noi, ma sono determinati a fare della loro vocazione il fulcro della loro vita, perché Cristo è tutto per loro».
Prima di concludere la Messa, concelebrata da vari Vescovi ausiliari e da figure di spicco come mons. Flavio Pace e padre Mario Ghezzi, l’Arcivescovo ha aggiunto: «Questa giornata di sole esalta la bellezza del nostro Duomo, dove la luce attraversa le vetrate raccontando la storia dell’Antico Testamento, di Gesù, della Madonna e di tanti Santi. Questa è l’immagine di come il Signore desidera la sua Chiesa: colorata, antica e nuova, ricca di vocazioni, in cui ciascuno può far passare un raggio della luce di Dio. Chiediamoci insieme, preti novelli, quale colore dobbiamo portare per la bellezza della Chiesa e qual è la nostra vocazione».
Al termine della celebrazione, all’esterno del Duomo si è svolto il tradizionale momento di festa, che ha riunito familiari, amici, compagni di Seminario e numerosi fedeli delle comunità servite dai novelli sacerdoti durante il loro percorso di formazione.
Novelli sacerdoti dell’area Varesotto
Tra i dodici nuovi sacerdoti, cinque provengono dall’area del Varesotto: Andrea Angelini, 25 anni, di Cocquio Trevisago, parrocchia Ss. Agostino, Monica e Giovanni di Casciago; Giuseppe Bianchi, 36 anni, di Varese, parrocchia S. Vittore martire; Samuele Brancè, 27 anni, di Mesenzana, parrocchia Purificazione di Maria Vergine; Emanuele Guido, 26 anni, di Mornago, parrocchia Beata Vergine Assunta in Crugnola; e Paolo Macchi, 27 anni, di Lonate Ceppino, parrocchia S. Stefano di Tradate.
Gli altri novelli sacerdoti sono: Gioele Bergamini, 26 anni, di Milano, parrocchia S. Marcellina e S. Giuseppe in Certosa; Nikolas Abbate, 25 anni, di Desio (MI), parrocchia Ss. Nazaro e Celso di Bresso; Paolo Maccà, 26 anni, di Paderno Dugnano (MI), parrocchia S. Martino di Palazzolo Milanese; Andrea Swich, 30 anni, di Vimercate (MB), parrocchia S. Maurizio; Lorenzo Molteni, 27 anni, di Cassago Brianza (LC), parrocchia Ss. Giacomo e Brigida; Stefano Magistrelli, 26 anni, di Arluno (MI), parrocchia Ss. app. Pietro e Paolo; e Nicolò Frattolillo, 36 anni, di Dairago (MI), parrocchia S. Genesio.
Per il Pime è stato ordinato Michael Mtonga, originario dell’Arcidiocesi di Lusaka, in Zambia. La sua vocazione è maturata grazie all’incontro con sacerdoti fidei donum ambrosiani nel suo Paese, dove la Diocesi di Milano è attiva in una missione avviata nel 1961, la più antica tra quelle affidate ai fidei donum.
Il 25 giugno alle 11.45, nella Cappella arcivescovile, mons. Delpini comunicherà ai nuovi sacerdoti ambrosiani le parrocchie in cui svolgeranno il loro ministero.
credits foto di copertina ITL/Cherchi