Rincari in aumento

Energia elettrica in testa ai rincari: seguono rame, alluminio e ferro

Luca Mambretti, vicepresidente di CNA Lombardia Nord-Ovest, esprime preoccupazione per le piccole imprese.

Energia elettrica in testa ai rincari: seguono rame, alluminio e ferro

È l’energia elettrica a occupare il primo posto nella lista dei rincari, a meno di due settimane dall’inizio del conflitto in Iran. Seguono il rame, il ferro, l’alluminio e i carburanti, mentre l’acciaio mostra aumenti contenuti e il prezzo delle farine rimane stabile.

Energia elettrica: il rincaro principale

Un monitoraggio condotto da CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) su un campione di aziende ha evidenziato un incremento generalizzato dei prezzi dei materiali e l’emergere di tensioni nell’approvvigionamento. A ciò si aggiunge un significativo aumento dei costi di spedizione, che possono arrivare a 3.000 euro in più per un container standard, e le coperture assicurative. Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è aumentato del 60%, con un prezzo medio nelle ultime due settimane di 143 euro MWh, a fronte di 102 euro in Germania, 63 euro in Francia e 48 euro in Spagna.

Aumenti per rame, alluminio e ferro

Dopo l’energia elettrica, il rame ha registrato un incremento prossimo al 40%, continuando un trend iniziato oltre un mese fa, spinto dalla forte domanda nel settore automotive e nei data center. Anche il ferro e i profilati di alluminio mostrano un aumento del 20%. Nel settore delle costruzioni, il conglomerato bituminoso e le membrane vedono rincari dell’18%, mentre il calcestruzzo aumenta del 10%. Alcuni materiali plastici nel settore meccanico accusano un incremento del 30%. Il legno ha cominciato a risentire della pressione sui prezzi, con aumenti tra il 10 e il 15%. Dopo un iniziale picco, i prezzi dei carburanti si sono stabilizzati, con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina. Un ulteriore elemento di preoccupazione è l’incertezza sui listini: le quotazioni dei materiali sono valide solo per 24 ore e, in alcuni casi, come nel caso di tubazioni e raccordi in PVC, i fornitori accettano ordini con riserva di aggiornamento prezzi.

Prezzi stabili nel settore delle farine

Le farine mantengono prezzi stabili; tuttavia, il settore dei prodotti da forno è tra i più vulnerabili alle fluttuazioni dei costi energetici, le cui bollette incidono per circa il 14% sui costi di produzione. L’aumento dei costi energetici avrà un impatto significativo su attività ad alta intensità energetica, come quelle nel settore lapideo, dove le spese energetiche rappresentano il 30-35% dei costi totali per le aziende di trasformazione e il 40% per le tinto-lavanderie.

Il punto di vista del presidente nazionale Costantini

“Non si tratta solo di carburanti ed energia elettrica”, afferma Dario Costantini, Presidente Nazionale della CNA. “Stiamo assistendo a un aumento generalizzato del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche. Inoltre, molte nostre imprese iniziano a riscontrare difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione.”

Le preoccupazioni del vicepresidente di CNA Lombardia Nord-Ovest, Luca Mambretti

“La situazione è allarmante per le nostre piccole imprese, per le quali i costi energetici hanno un impatto maggiore rispetto alle grandi aziende”, conclude Luca Mambretti, Vice Presidente di CNA Lombardia Nord-Ovest. “Per il nostro territorio abbiamo già avviato iniziative di supporto per mitigare l’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas, stipulando un accordo con Acinque. Questo partner affidabile offre ai nostri associati, cittadini e pensionati un’analisi delle bollette e soluzioni per il risparmio. Grazie a questo accordo, garantiamo sicurezza e stabilità in un mercato instabile e soggetto a speculazioni.”