Riconoscimento

Fabio Longhi insignito della «Stella al Merito del Lavoro»

L'operaio di Gerenzano riceve la decorazione dal Presidente della Repubblica grazie alla proposta del Ministero del Lavoro.

Fabio Longhi insignito della «Stella al Merito del Lavoro»

Fabio Longhi, che risiede a Gerenzano, è uno dei quindici cittadini della Provincia di Varese a essere insignito della prestigiosa «Stella al Merito del Lavoro». Questa onorificenza è stata conferita con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero del Lavoro.

Un riconoscimento meritato

La decorazione è riservata a coloro che hanno compiuto almeno 50 anni e hanno dimostrato un’attività lavorativa ininterrotta di almeno 25 anni presso la stessa azienda. Longhi rientra perfettamente in questa categoria, avendo lavorato per 30 anni nella società «Sistemi Quemme srl» di Turate, specializzata nella produzione di quadri elettrici e fondata nel 1974. Ricevere tale onorificenza, durante una cerimonia al Conservatorio Verdi di Milano alla presenza di autorità e prefetti lombardi, ha suscitato in lui grande emozione e orgoglio. Longhi ha dichiarato: «Quasi tutta la mia vita lavorativa è stata dedicata alla “Sistemi Quemme”. È stata un’idea del mio titolare, Raffaele Moneta, proporre il mio nominativo per questo riconoscimento. Sono molto orgoglioso e mi sento fortunato a lavorare in un’azienda dove il personale è valorizzato e si sente parte di una “grande famiglia”, non solo un numero come accade in realtà più grandi. Sono stato assunto nel 1996, a 21 anni, e questa azienda mi ha permesso di crescere come operaio specializzato».

Un clima familiare in «Sistemi Quemme srl»

La notizia dell’onorificenza di Longhi è stata accolta con entusiasmo dai colleghi, nonché dal titolare. «Ora sono tra i più esperti. Faccio parte di un gruppo di circa otto dipendenti che lavorano qui da oltre 20 anni. Siamo una famiglia e ci incontriamo anche al di fuori dell’orario lavorativo. Con il mio titolare ho un rapporto molto umano, ci si può confrontare serenamente», ha dichiarato Longhi. Dalla sua esperienza di giovane operaio, ora ha il compito di «allevare» le nuove generazioni: «Credo sia fondamentale utilizzare sia il bastone che la carota. I giovani di oggi sono più sensibili e consapevoli dei loro diritti, quindi è necessario stimolarli e valorizzarli per ottenere il meglio da loro». Longhi ha anche notato che nel corso degli anni i metodi di lavorazione sono cambiati: «Oggi la manovalanza è supportata da tecnologie avanzate, che non sostituiscono l’uomo ma lo assistono».