Un’iniziativa che utilizza l’agricoltura come strumento per promuovere l’inclusione sociale, la cura del territorio e la costruzione di comunità.
Inaugurazione del Campo di Oz
Ieri sera si è svolto, presso la Cooperativa Popolare Saronnese di via Pietro Micca, l’incontro pubblico di presentazione del Campo di Oz, un innovativo progetto di agricoltura sociale che sta prendendo forma in Cascina Colombara, situata alle porte di Saronno.
Un pubblico numeroso ha partecipato all’evento, che non ha rappresentato solo la presentazione di un orto produttivo, ma anche il racconto di una visione: utilizzare l’agricoltura come mezzo di inclusione, protezione del territorio e creazione di legami comunitari.
La Bottega Il Sandalo ha curato l’organizzazione dell’evento, con l’introduzione di Alberto Cominelli, che ha aperto la serata sottolineando l’importanza di un progetto che combina sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.

Un progetto per la comunità
Gianluca Bozzia della cooperativa Ozanam ha illustrato il progetto, capofila dell’iniziativa che si inserisce in A.S.S.E. – Agricoltura Sociale per una Saronno Ecologica, finanziato dalla Fondazione Cariplo, con Il Sandalo e Il Granello come partner e il supporto della rete di Semplice Terra.
Il progetto si sviluppa su un terreno di quasi un ettaro e mezzo, concesso in comodato d’uso per dieci anni nel Parco Lura, in una zona di confine tra Saronno e Caronno, accanto a Cascina Colombara e vicino alla stazione Saronno Sud delle Ferrovienord.
Bozzia ha dichiarato:
“Anche l’Amministrazione comunale e le Ferrovie Nord hanno guardato con attenzione a questa iniziativa, perché qui c’è la potenzialità di creare non solo un progetto agricolo capace di offrire lavoro e prodotti di qualità alla popolazione saronnese, ma anche di qualificare e presidiare quest’area in modo sistemico. Coltivare e vivere questo spazio significa curarlo, renderlo più sicuro e contrastare il degrado. E questo genere di sfide non si vincono da soli, ma insieme, facendo rete”.

Le tre componenti del progetto
Il progetto si articola su tre principali componenti. La prima è il cuore produttivo: circa un ettaro dedicato alla coltivazione di verdure locali e di stagione secondo metodi agroecologici, con l’obiettivo di creare due posti di lavoro stabili e coinvolgere fino a sei persone svantaggiate su base stagionale.
La seconda è l’ortoterapia, realizzata in collaborazione con Il Granello, che coinvolge un gruppo di otto/dieci ragazzi per due giorni a settimana, guidati dalle loro educatrici e dall’ortoterapista Ozanam Asia Ferrario.
La terza riguarda gli orti condivisi: circa 500 metri quadrati resi disponibili da Semplice Terra per i cittadini interessati a coltivare in modo comunitario.
Dal campo alla tavola con un servizio settimanale
Gli organizzatori hanno spiegato che il progetto ha anche una dimensione economica e commerciale. L’intenzione è di offrire una spesa settimanale su prenotazione, contenente un sacchetto di circa 3 chili, corrispondente al consumo medio individuale di verdura in una settimana, con 4-6 varietà stagionali, tra ortaggi da mangiare crudi e da cucinare.
Il prezzo sarà leggermente inferiore alla media dei punti vendita saronnesi, sotto i 3 euro al kg, pensato per rimanere accessibile, fidelizzare i clienti e sostenere il progetto senza incorrere in perdite.
In fase iniziale, le prenotazioni avverranno tramite newsletter, mentre i ritiri saranno organizzati presso Ozanam in giornate dedicate. Si stanno valutando ulteriori punti di distribuzione aperti il sabato per soddisfare le esigenze dei cittadini.
Bozzia ha sottolineato che il progetto non si basa esclusivamente su un modello di vendita:
“È fondamentale costruire una relazione con la comunità. Solo l’affetto, la vicinanza e la cura delle persone potranno dare fiducia a questa sperimentazione e aiutarla a trovare stabilità”.
Questo legame si intende rafforzare aprendo il campo ai cittadini, raccontando la vita agricola tramite i social, condividendo informazioni su stagionalità, pratiche agronomiche e il valore del cibo locale. In futuro, si prevede anche la possibilità di autoraccolta nei periodi di sovrapproduzione.
L’esperienza di CaTi Bio: l’importanza della comunità
Un intervento significativo è stato quello di Stefano Frisoli di CaTi Bio, un’esperienza di agricoltura sociale della Caritas Ticino, attiva da quasi ottant’anni.
Frisoli ha descritto un percorso nato dal tema del lavoro e dell’inclusione di persone escluse o disoccupate, oggi trasformato in una realtà autofinanziata per il 70%, con 150 spese settimanali e convenzioni all’ingrosso, generando un fatturato di 350mila franchi e sostenendo 7 stipendi grazie all’attività agricola.
Il punto centrale del suo intervento è stato il ruolo cruciale della comunità. Ha definito una “comunità abilitante”, una rete di relazioni che genera solidarietà, mutuo aiuto e opportunità concrete di inclusione: “La comunità non è un contorno del progetto sociale, è parte della sua sostenibilità”.

Agroecologia e vita del campo
Valerio Maiocchi, agronomo di Ozanam, ha concluso gli interventi illustrando il lavoro già avviato in Cascina Colombara.
Il terreno è stato preparato, sono stati installati impianti di irrigazione e serre, con l’obiettivo di garantire una produzione continua durante tutto l’anno. Le prime coltivazioni includeranno zucchine, peperoni, pomodori, melanzane e lattughe, seguite da patate, cipolle, sedano, finocchi e zucche, fino alle produzioni invernali di cavoli e verze. Maiocchi ha evidenziato l’approccio agroecologico adottato: non solo metodi naturali e rispettosi dell’ambiente, ma una visione che integra agricoltura, relazioni sociali e una comunità che vive e si nutre del progetto.

Una rete in espansione
Tra gli interventi è emerso anche il contributo di Semplice Terra, che ha ricordato la disponibilità di spazi per nuovi ortisti e l’importanza di rivitalizzare un’area trascurata, trasformandola in un luogo vissuto e curato durante tutto l’anno.
Infine, un pensiero è stato dedicato a Franco Turconi, ricordato con affetto da chi ha condiviso con lui la visione e la pratica dell’agricoltura sociale fin dal 2012, tra cui Giorgio Pozzi e la nuova presidente di Semplice Terra, Angela Codarri.
La serata si è conclusa con una degustazione dei prodotti della Bottega Il Sandalo, lasciando però la sensazione che il Campo di Oz rappresenti qualcosa di più di un semplice progetto agricolo: è un esperimento sociale, una scommessa collettiva e un invito ai cittadini a ritrovare il senso di comunità attorno a un pezzo di terra.