La Polizia di Stato di Malpensa ha effettuato l’arresto di un cittadino albanese di 36 anni, in ottemperanza a un mandato di cattura emesso dall’Autorità Giudiziaria per tentato omicidio. L’uomo è stato inoltre arrestato in flagranza per porto abusivo di arma e ricettazione.
Fuga e identificazione
Le indagini condotte dagli agenti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera presso l’Aeroporto di Malpensa sono iniziate in seguito a un episodio avvenuto lunedì 13 aprile, quando un individuo, durante un controllo, ha tentato di fuggire alla vista di una pattuglia della Polizia di Stato. Il fuggitivo ha cercato di confondersi tra la folla e si è liberato del giubbino per rendere più difficile la sua identificazione, allontanandosi a bordo di un’autovettura.
Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e all’uso di tecnologie di riconoscimento facciale, gli agenti sono riusciti a risalire all’identità del fuggitivo, già destinatario di un provvedimento di cattura per scontare un anno e un mese di reclusione per tentato omicidio, oltre a ulteriori pene in fase di determinazione.
Arresto e scoperte sorprendenti
Le indagini hanno portato alla scoperta di legami con una donna e un bambino, che domenica scorsa erano rientrati in Italia da Baku. I tre si sono diretti verso l’uscita del piano arrivi, dove ad attenderli c’era proprio l’individuo precedentemente ricercato.
La donna è stata bloccata dagli agenti della Polizia di Frontiera prima di poter lasciare l’aeroporto.
Durante la perquisizione personale e veicolare, sono stati sequestrati diversi oggetti compromettenti: una pistola Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa, completa di un caricatore contenente 8 cartucce e occultata in un capo di abbigliamento nel bagaglio, oltre a due coppie di targhe automobilistiche clonate (una delle quali legata a un tentativo di furto di bancomat in provincia di Cuneo), strumenti per lo scasso e materiale per attività predatorie. Tra il materiale rinvenuto anche dispositivi elettronici come un localizzatore GPS e telefoni cellulari.
Al termine delle procedure, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.