La notizia degli oltre 1.700 esuberi annunciati da Electrolux in Italia ha colpito in modo particolare il territorio di Saronno, dove il sito produttivo di Solaro impiega 700 dipendenti, molti dei quali residenti nella provincia di Varese.
La Provincia si schiera a favore dei lavoratori
In risposta a questa emergenza, l’ente provinciale ha preso una posizione chiara, manifestando supporto alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti e annunciando l’attivazione immediata degli strumenti a disposizione.
“A seguito delle recenti notizie relative alla crisi formalmente annunciata dalla società Electrolux, con una previsione di esuberi a livello nazionale di 1.700 lavoratori su 4.600 che operano in Italia, la Provincia di Varese è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare di coloro che operano presso il sito di Solaro, dove sono occupati 700 dipendenti, di cui molti residenti nella provincia di Varese e provenienti dal territorio di Saronno.”
Il contesto complessivo indicato dalla Provincia evidenzia un’azienda che mira a ridurre significativamente la propria presenza in Italia, a causa di una crisi globale che ha colpito l’intero settore degli elettrodomestici.
“Dalle informazioni in nostro possesso, Electrolux ha intenzione di ridimensionare fortemente la sua presenza in Italia, considerando i 5 siti produttivi italiani — Porcia, Susegana, Cerreto d’Esi, Forlì e Solaro — che impiegano circa 4.600 dipendenti, a causa della crisi internazionale che ha dimezzato la produzione di elettrodomestici a livello globale”, prosegue la nota della Provincia.
L’esperienza con Beko come modello
Non è la prima volta che la Provincia affronta una situazione simile. L’esperienza acquisita con la crisi di Beko nel 2025 ha portato alla creazione di un metodo condiviso, oggi considerato un prezioso punto di partenza.
“La Provincia di Varese nel 2025 ha già affrontato — insieme alla Regione Lombardia, il competente Ministero, le parti sociali e sindacali, le associazioni imprenditoriali e le rappresentanze politiche e amministrative — la crisi di Beko, sviluppando un sistema di coordinamento territoriale sulle crisi aziendali, utile non solo in chiave riparatoria ma anche preventiva, che oggi costituisce un modello di analisi continua e puntuale per affrontare anche la crisi di Electrolux.”
L’approccio, evidenziano dalla Provincia, è caratterizzato da una collaborazione istituzionale a più livelli, volto a limitare le ricadute occupazionali sull’indotto e sulle famiglie del territorio.
“Tutto ciò in stretta collaborazione con Regione Lombardia, il competente Ministero, i sindaci del territorio, le parti sociali e le associazioni sindacali e imprenditoriali, al fine di limitare il più possibile gli effetti di eventuali ridimensionamenti produttivi.”
La Provincia sottolinea come il saronnese sia un’area storicamente solida dal punto di vista produttivo, caratteristica che potrebbe rivelarsi decisiva nella gestione della crisi.
“Stiamo parlando di un territorio strategico, crocevia di importanti vie di comunicazione nazionali ed internazionali, storicamente ricco di realtà produttive di piccole, medie e grandi dimensioni, con filiere diversificate. Qualora ci sia una crisi del sito produttivo di Electrolux, sarà importante gestirla a tutti i livelli, utilizzando strumenti adeguati per tutelare i lavoratori.”
Attivazione del tavolo tecnico
Sul piano operativo, la macchina istituzionale è già in movimento. La Provincia ha immediatamente attivato il tavolo tecnico derivante dall’esperienza con Beko, che si è già riunito per una prima analisi della situazione.
“La Provincia di Varese ha attivato la Segreteria tecnico scientifica del Gruppo tecnico crisi aziendali, costituito nel 2025, che include la Provincia stessa, la Camera di Commercio di Varese e l’Università LIUC. La segreteria si è riunita il 18 maggio per analizzare i primi dati disponibili ed è stata incaricata di monitorare l’evoluzione della situazione.”
Il dialogo si allargherà nei prossimi giorni a tutte le parti interessate, con un incontro fondamentale previsto per l’8 giugno.
“Il 8 giugno è convocato il Gruppo Tecnico crisi aziendali, che comprende la Provincia di Varese, le rappresentanze imprenditoriali e sindacali, la Camera di Commercio e l’Università LIUC.”
Il riferimento al caso Beko è significativo: la Provincia intende replicare quel modello di gestione collaborativa, già efficace nel coordinare le istituzioni e le parti sociali durante una crisi occupazionale complessa.
“La Provincia di Varese utilizzerà quello che si può ormai definire il ‘modello Beko’, che ha coinvolto le forze politiche e istituzionali a tutti i livelli, oltre alle rappresentanze sindacali e imprenditoriali, al fine di proteggere i posti di lavoro e le competenze del territorio.”
A livello nazionale, si attende un incontro cruciale tra l’azienda, il Ministero e i sindacati, che potrebbe definire i contorni della vertenza.
“Il 25 maggio si svolgerà a Roma un incontro tra Electrolux, il Ministero e le rappresentanze sindacali. In base alle decisioni prese in quell’occasione, si verificherà la situazione e le eventuali iniziative politiche necessarie per supportare le azioni di tutela dei posti di lavoro.”
Le dichiarazioni dei vertici provinciali
A concludere, le parole dei vertici della Provincia. Il Vicepresidente Giacomo Iametti, Presidente della Commissione Lavoro e Formazione, ha sottolineato l’importanza del metodo adottato:
“Il ‘modello Beko’ ha dimostrato quanto sia cruciale affrontare le crisi aziendali attraverso un coordinamento costante tra istituzioni, parti sociali e sistema economico territoriale. Anche in questa situazione, la Provincia di Varese è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, a tutela delle comunità locali e del tessuto produttivo fondamentale per l’intera Lombardia.”
Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Provincia Marco Magrini:
“La Provincia di Varese segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione legata a Electrolux. È fondamentale garantire massima vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie e attivare subito tutti gli strumenti istituzionali utili a monitorare gli sviluppi della crisi.”