La denatalità sta avendo un impatto significativo sul tessuto sociale di Saronno, come emerso nell’ultimo Consiglio comunale e nel dibattito politico che lo ha preceduto. Le forze di opposizione, in particolare Forza Italia, hanno espresso le preoccupazioni di famiglie e personale scolastico riguardo a una possibile riduzione delle classi presso i plessi gestiti dalla Fondazione Zerbi, a causa del calo degli iscritti. Tuttavia, l’Amministrazione e l’Istituzione hanno confermato che la risposta al calo demografico è stata pianificata attraverso concertazione e riorganizzazione strategica.
Calano le nascite a Saronno
La situazione della Fondazione Zerbi, un punto di riferimento per l’educazione infantile locale, mette in evidenza una realtà complessa: in dodici anni, il tasso di natalità è diminuito dall’8,45% nel 2014 al 6,40% previsto per il 2025, corrispondente a circa cento neonati in meno all’anno. Questa contrazione ha portato a una flessione del 10% nelle iscrizioni complessive dell’ente, scese da 343 a 309 alunni, con i plessi Cavour (da 116 a 96) e Montesanto (da 106 a 91) che hanno registrato cali significativi. Il plesso Marzorati, con 122 iscritti, ha mantenuto la propria stabilità grazie alla «sezione primavera». In questo contesto di riduzione della popolazione scolastica, si è sviluppata una forte tensione istituzionale e sindacale, culminata nell’apertura di uno stato di agitazione da parte di Fp Cgil e Uil Fp Varese e nella presentazione di una mozione d’urgenza da Forza Italia, che chiedeva tutele per il personale e la salvaguardia dell’offerta formativa. Fortunatamente, la questione si è risolta positivamente a fine giugno, con un accordo che ha garantito il mantenimento delle sezioni per l’anno scolastico 2026/2027, approvato dall’88% dei lavoratori.
Piano di efficientamento per il futuro
Il piano di efficientamento, presentato nell’ultimo Consiglio comunale dal Cda presieduto da Fiorenza Ricciardi, non prevede tagli, ma piuttosto un potenziamento strutturale. L’organico beneficerà della stabilizzazione di quattro educatrici, dell’inserimento di due nuove figure nei nidi, di quattro assunzioni aggiuntive e dell’estensione oraria dei contratti part-time da 20 a 25 ore. Questa ridistribuzione garantirà una media di 18 bambini per classe. Il ritiro della mozione da parte di Forza Italia in Consiglio ha chiuso la questione politica, ma ha lasciato strascichi sul piano comunicativo. Il Cda ha difeso il riserbo come una scelta necessaria per raggiungere l’accordo, mentre l’assessore Maria Cornelia Proserpio ha descritto le preoccupazioni iniziali delle famiglie come frutto di semplici «pettegolezzi», che hanno portato a polemiche accese. Lorenzo Azzi, a nome degli «Azzurri saronnesi», pur ritirando la mozione, ha criticato la mancanza di chiarezza e trasparenza da parte dell’Amministrazione, che ha contribuito a generare tensioni nelle ultime settimane.