Il Comune di Venegono Superiore ha prorogato l’appalto per il servizio mensa scolastica a Cirfood, mentre altre 40 famiglie si preparano a richiedere il diritto all’autorefezione, unendosi alle 12 già ricorse al TAR.
Dibattito sull’autorefezione in consiglio
Il tema dei pasti portati da casa è tornato al centro della discussione politica durante l’ultimo consiglio comunale, grazie a un’interrogazione del consigliere di Venegono Domani, Stefano Barbieri. Quest’ultimo ha chiesto di considerare l’autorefezione in vista della prossima gara d’appalto, che però non si svolgerà.
Opposizione del Comune ai pasti da casa
Il sindaco Fabiano Lorenzin ha risposto con toni fortemente critici:
“I pasti da casa non sono soggetti ai controlli nutrizionali e HACCP come quelli della mensa. L’autorefezione crea una divisione tra gli studenti, con personale costretto a sorvegliare due gruppi in spazi separati”.
Il sindaco ha poi delineato scenari preoccupanti per le famiglie:
“Il tempo prolungato è legato al servizio mensa; senza di esso, molte famiglie dovrebbero trovare alternative per la custodia dei propri figli, affrontando costi aggiuntivi. Se l’autorefezione diventa strutturale, i servizi essenziali verrebbero compromessi, colpendo in particolare le famiglie meno abbienti”.
Critiche alle motivazioni del sindaco
Barbieri ha espresso incredulità di fronte a tali affermazioni, sottolineando che l’autorefezione è già stata implementata in comuni limitrofi come Lonate Ceppino senza che si siano verificati i problemi ipotizzati dal sindaco.
“La sentenza del TAR (qui il testo) ha già chiarito i dubbi del sindaco riguardo a questioni igienico-sanitarie e sorveglianza. Le preoccupazioni espresse sono solo ideologiche”.
Richiesta di una nuova gara
Nel consorzio scolastico di Solbiate Arno, la proroga del contratto a Cirfood ha già provocato lo sciopero di 150 famiglie su 180 iscritte al servizio mensa. Le lamentele, simili a quelle dei genitori di Venegono, riguardano la qualità dei pasti, le porzioni insufficienti e il costo elevato dei buoni pasto.
“Il malcontento verso il servizio fornito da CIR Food è ampiamente diffuso – si legge in una nota di Venegono Domani – Molte famiglie hanno smesso di mandare i propri figli alla mensa, ritenendo che il servizio non giustifichi il prezzo. La situazione di spreco alimentare è inaccettabile. Siamo favorevoli a una convivenza tra autorefezione e servizio mensa, ma è necessaria una nuova gara per un fornitore migliore. La proroga attuale potrebbe allontanare potenziali utenti e esasperare chi è costretto a pagare 7 euro a pasto, ascoltando i propri figli lamentarsi di pasti deludenti. Nel frattempo, altre 40 famiglie si aggiungeranno alle 12 già beneficiate dalla decisione del TAR Lombardia”.